
Nel corso dei secoli Barga ha dato i natali a numerosi artisti.
Un anonimo lucchese di inizio '400, da Federico Zeri identificato come "maestro di Barga" attraverso un'opera presente in Duomo,
ha lasciato sue opere di carattere sacro a Parma, Genova, Carrara, Pisa, Parigi, Avignone e in Vaticano. Poco si sa anche intorno allo scultore cinquecentesco Pietro Simoni da Barga,
prediletto dal Granduca Ferdinando I de' Medici.
Celebre è invece il pittore controriformista Baccio Ciarpi (Barga, 1574 - Roma, 1654).
Appresi i primi rudimenti artistici a Firenze nell'ambiente di Santi di Tito, si stabilì a Roma dove operò per gran parte della sua vita, lasciando numerose tele nelle chiese dell'Urbe e di altre città italiane.
Suo allievo fu Pietro da Cortona. A Barga i suoi dipinti si conservano presso alcune chiese cittadine e nelle frazioni.
Si deve fare un salto in avanti, al primo Novecento, per incontrare quattro grandi artisti barghigiani, vissuti nella stessa epoca:
Alberto Magri (1880-1939), Adolfo Balduini (1881-1957), Umberto Vittorini (1890-1979) e Bruno Cordati (1890-1979).
Strettamente legati al territorio d'origine, che raffigurarono ciascuno secondo il proprio stile e linguaggio artistico, i quattro contribuirono al definitivo riconoscimento di Barga come "Città d'Arte".
Tutti loro esposero alla Biennale di Venezia. Di Bruno Cordati è aperta un'esposizione permanente nella sua casa posta in centro storico (via di Mezzo 17).
Barghigiano non di nascita, ma di adozione era invece il pittore scozzese John Bellany (1942-2013) che negli ultimi anni di vita trovò il suo porto sicuro in Barga e nella Garfagnana.
Un'esplosione di colori caratterizza i dipinti del periodo trascorso qui, riconosciuta da studiosi e critici come una svolta fondamentale della sua esistenza.

Barga has given birth to many artists over the centuries.
Federico Zeri identified an anonymous painter in the early 1400s as "Master of Barga", thanks to a cross in the Duomo.
The "Master of Barga" left his works of sacred art in Parma, Genoa, Carrara, Pisa, Paris, Avignon and the Vatican.
We also know very little about Pietro Simoni from Barga (16th century), who worked for Granduke of Tuscany Ferdinando I de Medici.
The counter-reformist painter Baccio Ciarpi (Barga, 1574 - Rome, 1654) is instead famous. He studied in Florence in the Santi di Tito circuit.
He settled in Rome where he worked for most of his life, leaving many paintings there and in other Italian churches. His pupil was Pietro da Cortona.
In Barga you can find his paintings in local churches and nearby villages.
One step forward to the early 20th century, to meet another four great Barga artists: Alberto Magri (1880-1939), Adolfo Balduini (1881-1957), Umberto Vittorini (1890-1979) and Bruno Cordati (1890-1979).
Each one of them closely linked to the territory that is depicted according to their own style and artistic language. Thanks to them, Barga was defined as "The City of Art".
They exhibited their works at the Venice Biennale. A permanent exhibition of Bruno Cordati is on in his house in the historical centre (via di Mezzo, 17).
Scottish painter John Bellany (1942-2013) was not originally from Barga but he was an adopted citizen. In the last years of his life, he found his safe haven in Barga and in Garfagnana.
His paintings of this period are full of colours; scholars and critics recognise his time here as a turning point of his existence.